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NB : da leggere prima di tutto ...

 

 Patologie 

 

Toxoplasmosi

 

Anche se la toxoplasmosi NON è veicolata dal furetto ,al contrario del gatto invece , trovo importante avere notizie anche su questa malattia (fpc2002)

 

La toxoplasmosi è un infestazione protozooaria diffusa in tutto il mondo in miliardi di persone causata dal Toxoplasma Gondii (il protozoo è un parassita microscopico e per questo motivo si parla di infestazione e non di infezione).
La trasmissione del parassita all’uomo e agli animali avviene:

  • mediante l'ingestione di oocisti con cibo o acqua contaminata;
  • mediante cisti " tissutali" ossia con l'ingestione di carne poco cotta
  • per via trans-cutanea (ma la teoria è controversa) in quanto in letteratura vengono riportati casi di bambini contaminati in seguito a giochi con la terra.

Nella stragrande maggioranza dei casi nell’uomo la malattia è asintomatica, nel senso che normalmente non ci si accorge neanche di essere stati infestati; solo in qualche caso, specialmente in pazienti immunodepressi, la malattia può presentarsi in modo più preoccupante.
Per le pazienti gravide la situazione cambia radicalmente. Se contraggono per la prima volta la malattia durante la gravidanza, è presente un forte rischio di trasmetterla al feto con conseguente grave embriopatia: possibilità di aborto o parto pre-termine di feto morto o presenza di gravi patologie neuro-oculari (idrocefalo, convulsioni, calcificazioni endocraniche e corioretinite).
Il rischio che l'infezione possa colpire anche il feto aumenta con il progredire della gravidanza, mentre, generalmente, avvicinandosi al periodo del parto diminuisce la gravità delle manifestazioni cliniche specialmente se la diagnosi effettuata precocemente consente una adeguata terapia medica.

 

Il Gatto

Il ruolo del gatto nella diffusione della malattia è fondamentale, nel senso che in natura i felini sono gli unici che eliminano le oocisti - forme larvali infestanti e molto resistenti nell’ambiente (benché è stato calcolato che solo il 2% dei gatti elimina oocisti nelle sua vita). 

Non per questo bisogna demonizzare la presenza del gatto in casa quand’anche ci sia in corso una gravidanza a rischio (nel senso di gestante siero-negativa) come molto spesso avviene da parte dei medici ginecologici.


La malattia nel gatto è nella maggior parte dei casi asintomatica: 

 il gatto si contamina attraverso oocisti disseminate da altri gatti o per via alimentare attraverso le cisti "tessutali" presenti nella carne cruda o in prede occasionali, e in qualche caso può presentare una forma gastro-enterica generalmente autolimitante. In questo periodo, per un lasso di 15 – 20 giorni, il gatto elimina le oocisti nell’ambiente attraverso le feci. 

Solo in gatti immunodepressi (per esempio FIV o FeLV positivi) la malattia può decorrere in modo più grave con una sintomatologia più complessa.
Il gatto quindi elimina le oocisti solamente attraverso le feci e per 15 – 20 giorni durante la sua malattia poi acquisisce un' immunità  che salvo crolli eccezionali (o infezioni FIV, FeLV) gli dura tutta la vita. 

Le oocisti infestano solamente se vengono ingerite; quindi per infestarsi bisognerebbe toccare fisicamente le feci del gatto e contaminare gli alimenti o l’acqua da bere.


Diciamo la verità:

 in Occidente le condizioni igieniche sono tali che questo tipo di infestazione è praticamente solo teorica. In pratica invece l’infestazione avviene perché i ginecologi spesso non mettono al corrente le gestanti delle precauzioni che bisogna prendere prima e durante una gravidanza.


La via più frequente di contaminazione nell'uomo, è l’ingestione di carni poco cotte, soprattutto suini, ovini, caprini, cervidi e altri animali selvatici, mentre la carne del bovino sembra non essere a rischio.


Il problema grave è rappresentato dal fatto che un gatto nella fase acuta della malattia elimina attivamente fino a 10.000.000 di oocisti per defecazione; se defecasse su una riserva di cereali per l’alimentazione del bestiame potrebbero risultarne contaminati il foraggio, la lettiera ed i prati per lungo tempo (in condizioni favorevoli di clima temperato-umido le oocisti possono restare infettanti per più di un anno) e di conseguenza ci sarebbe un alta probabilità di avere animali con carni infette.


Ugualmente a rischio sono le verdure (tutte!!!) che andrebbero lavate accuratamente o "sbucciate". Particolare attenzione bisogna prestare alla lavorazione della carne cruda, e questo vale sia per chi lo fa di professione (macellai o lavoratori dei mattatoi), sia in casa, lavando scrupolosamente mani, superfici, e attrezzi. 

Durante i nove mesi di gravidanza sarebbe opportuno tralasciare i lavori di giardinaggio o prendere scrupolose precauzioni (guanti etc.). Non bisogna scordare che in rarissimi casi è possibile la contaminazione con l'ingestione di latte crudo contaminato.

 

Prevenzione

E' importante quindi un programma di diagnosi e screening che consenta l'identificazione preconcezionale o nelle prime settimane di gravidanza delle donne che non hanno contratto la malattia; quelle che l'hanno contratta infatti sono immuni e non necessitano di ulteriori controlli. 

Sono indicati test ematici per la ricerca degli anticorpi (immunoglobuline -Ig) anti Toxoplasma. Nello schema seguente riportiamo l'interpretazione dei possibili risultati:

Infezione già avvenuta (soggetto immune)      IgG positive  IgM negative

Infezione mai avvenuta (soggetto non immune) IgG negative  IgM negative

Infezione in atto (di recente insorgenza)           IgG negative   IgM positive

 A tal fine le vecchie massaie "consigliavano" alle bimbe di stare tra i gatti; in effetti un’eventuale forma asintomatica di toxoplasmosi giovanile fa sì che l’organismo produca gli anticorpi e sia protetto tutta la vita anche in funzione di una futura gravidanza.


Poi in caso di una gravidanza con gestante non immune bisognerà prendere le seguenti precauzioni:

- cuocere bene la carne in modo che la temperatura al centro non sia inferiore a 70°c;

- utilizzare carni o verdure congelate infatti il congelamento a -15°c per più di tre giorni distrugge il parassita;

- evitare gli insaccati: infatti l'affumicamento, l'essiccazione e la salatura se ben effettuati distruggerebbero le oocisti,  ma non sempre è possibile determinare il tempo di stagionatura e il tipo di lavorazione subita da un salume, per cui per prudenza si sconsiglia di mangiare insaccati durante la gravidanza (al limite prosciutto cotto o mortadella che dovrebbero essere stati trattati con alte temperature)

- lavare bene mani, superfici e utensili dopo avere manipolato carni crude;

- lavare scrupolosamente o "sbucciare" le verdure e gli ortaggi;

- usare guanti nel maneggiare la vaschetta del gatto, che comunque deve essere pulita giornalmente per evitare la "sporulazione" delle oocisti; meglio ancora se queste "manovre" vengano eseguite dal marito.

- evitare di dare carni crude al gatto cercando di limitare i movimenti dello stesso al di fuori dell’ambiente domestico.

- evitare lavori di giardinaggio o prendere scrupolose precauzioni (guanti , etc.).

infine 

- importantissimo - effettuare mensilmente il Toxo-test per intervenire precocemente in caso di avvenuta infestazione e ridurre al minimo i danni fetali.  

 

Conclusione

In definitiva il prudente contatto con il gatto domestico non è da considerare affatto pericoloso, in particolare da numerosi studi è stato dimostrato che i peli non sono veicolo di infezione, bisogna soltanto stare lontani dalle feci del gatto.
Eventuali esami sierologici preventivi sull'animale per valutare le presenza o meno di anticorpi nei confronti del Toxoplasma sono pressoché inutili, poiché in caso di negatività il gatto può comunque ammalarsi durante la gravidanza ed eliminare le oocisti, in caso invece di positività  al test (cioè possiede anticorpi contro la toxoplasmosi e quindi è venuto a contatto con il parassita ed è protetto) c’è comunque la possibilità che il gatto, per un raro evento di caduta dell’immunità, possa re-infestarsi ed eliminare con le feci le oocisti.
Anche l’esame delle feci (metodo per flottazione) solo in rarissimi casi (bisognerebbe beccare il gatto nei 15 – 20 giorni di malattia) mette in evidenza la presenza delle oocisti.

 

NB : Quanto contenuto in queste pagine  ha il solo scopo di indurre il lettore a documentarsi presso il proprio Veterinario di fiducia.
Si declina pertanto ogni responsabilità per le eventuali conseguenze dovute all'applicazione parziale o totale di quanto riportato.

In caso di problemi rivolgetevi sempre al vostro veterinario !!! 

 no al fai da te , può essere pericoloso per l'animale ed anche per voi (alcune malattie sono contagiose anche per l'uomo!!!)

 

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