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 Patologie 

 

Dermato-Micosi (Tigna)

 

Tra le zoonosi che gli animali domestici con maggiore frequenza possono trasmettere all’uomo, senz’altro la dermato-micosi è quella più rappresentata. 

Quando si notano delle zone ben localizzate e tondeggianti prive di pelo bisogna sempre sospettare  che possa trattarsi di una micosi e ovviamente bisogna rivolgersi al veterinario di fiducia per una corretta diagnosi. 

E’ una malattia localizzata unicamente alla base del pelo, generalmente non sono evidenti lesioni della cute (come croste o pustole) ed è quasi del tutto assente il prurito. 

Per la diagnosi il veterinario terrà in considerazione una serie di elementi di varia natura:

·         epidemiologici: come il possibile contagio tra animali della stessa specie o specie diverse; l'eventuale trasmissione ai proprietari che talvolta diventano i reali testimoni della dermatomicosi animale; la predisposizione delle razze feline a pelo lungo.

·         clinici : come la presenza di zone superficiali, caratterizzate da perdita di pelo estesa, bene spesso di forma circolare, raramente pruriginose, con squame sottili; talvolta a carattere infiammatorio.

·         di laboratorio : esame del pelo mediante l'uso di una determinata lampada (Wood) con comparsa, in caso di esito positivo, di una fluorescenza giallo-verdastra; test colturali del micete, anche attraverso l'uso di terreni colturali (DTM/Sabouroud) di pronto impiego in ambito ambulatoriale; biopsia di aree cutanee sospette.

Le micosi comportano un trattamento specifico e la loro prognosi è generalmente buona. Talora nel caso di forme generalizzate o recidive frequenti si può avanzare il sospetto che possano essere concomitanti affezioni generalizzate di altra natura, malattie immunodepressive (FIV), trattamenti prolungati con corticosteroidi, etc, che possono provocare una forma dermatofitica, caratterizzata da una prognosi non favorevole. 

I trattamenti terapeutici devono essere orientati ad arrestare l'estensione del processo , ad evitare la diffusione ad altri animali ed allo stesso proprietario, ad impedire la sopravvivenza del micete nell'ambiente esterno. 

Esitono in commercio diversi farmaci antimicotici ad azione fungicida, fungicida e/ fungistatica a seconda del dosaggio impiegato e solo fungistatici; si possono effettuare solo trattamenti locali con lozioni o creme, ma in molti casi alla terapia locale bisogna affiancare quella generale con farmaci da prendere per os per almeno 4 settimane.


Non è infrequente nella popolazione felina la presenza di gatti che pur non presentando alcun sintomo clinico sono in grado di trasmettere la malattia ad altri animali o all'uomo. 

E' un fenomeno frequente nelle colonie di gatti randagi e trattasi di soggetti con infezione subclinica o portatori sani. Anche in questo caso ci aiuta il laboratorio perchè  prima di sottoporre un gatto ad una terapia antimicotica sarebbe sempre meglio effettuare un esame culturale sul pelo.

La malattia nell'uomo causa delle lesioni solamente negli strati più esterni della cute e nei capelli. 

Generalmente la classica lesione da "tigna" è rappresentata da una macchia rotonda a volte pruriginosa, rosacea al centro e più chiara alla periferia, nei capelli saranno presenti zone alopeciche ben circoscritte, tondeggianti con i capelli si "sfilacciano" con estrema facilità.

 Solamente nell'uomo affetto da problemi di immunodeficienza (aids per es.) la malattia può generalizzare dando quadri clinici più gravi

 

NB : Quanto contenuto in queste pagine  ha il solo scopo di indurre il lettore a documentarsi presso il proprio Veterinario di fiducia.
Si declina pertanto ogni responsabilità per le eventuali conseguenze dovute all'applicazione parziale o totale di quanto riportato.

In caso di problemi rivolgetevi sempre al vostro veterinario !!! 

 no al fai da te , può essere pericoloso per l'animale ed anche per voi (alcune malattie sono contagiose anche per l'uomo!!!)

 

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