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Patologie
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La rabbia è senza dubbio la zoonosi più temuta. La malattia, infatti, causa nell'uomo una encefalite che è mortale nel 90-100% dei casi se non diagnosticata e trattata in tempi rapidi. L'incidenza della rabbia nell'uomo per fortuna è in calo in tutto il mondo e sono parecchi i paesi classificati come indenni da rabbia. In Italia la Sardegna e la Sicilia sono zone indenni per cui, a norma di legge, qualsiasi cane o gatto che sbarca su queste isole dovrebbe essere stato vaccinato almeno 1 mese prima dal medico veterinario e dovrebbe essere scortato da un certificato sanitario rilasciato dall'Asl di residenza. Gli animali maggiormente coinvolti sono i canidi domestici e soprattutto selvatici (si parla di rabbia silvestre in cui è massimamente coinvolta la volpe), i felini domestici e non ed animali selvatici in generale (moffetta, pipistrello ,ecc.). La rabbia viene trasmessa attraverso la saliva con una profonda ferita da morso; il virus penetra nel tessuto nervoso periferico e attraverso i nervi periferici arriva al cervello ed ad altri tessuti tra cui le ghiandole salivari. Il periodo di incubazione può durare dalle due alle otto settimane, ma già dopo 10 giorni (quindi prima ancora di vedere i primi sintomi) il virus viene eliminato con la saliva. Il decorso clinico è diviso in tre fasi: - la fase prodromica che può passare quasi inosservata - in qualche caso vi è un cambiamento comportamentale, ipertermia ed autotraumatismi nella sede del morso; - la fase furiosa in cui sono evidenti irritabilità, irrequietezza, aggressività. Il cane abbaia, attacca oggetti inanimati, vaga senza spiegazione ed in qualche caso può essere presente atassia, disorientamento e convulsioni; - la fase paralitica in cui vi sono segni progressivi di paralisi ascendente degli arti, laringea con modificazioni dell'abbaio nel cane, scialorrea, disfagia. Seguono depressione del sensorio coma e morte nel giro di 3-7 giorni dall'insorgenza dei segni clinici. La malattia nell'uomo ha un andamento similare; da alcuni studi è emerso che circa il 15% degli uomini non trattati dopo il morso di un animale riconosciuto rabido sono risultati infetti. In caso di morso accidentale da parte di un animale è raccomandata una pulizia vigorosa della ferita (magari con etanolo che è un rabicida). Poi a seconda delle circostanze si può decidere se intraprendere una profilassi innanzitutto anti-tetanica (ricordiamo che il rischio di tetano è verosimilmente molto più realistico) poi eventualmente antirabica. Gli uomini precedentemente vaccinati ricevono due dosi di vaccino, 1 subito e l'altra dopo tre giorni, mentre quelli non vaccinati ricevono immediatamente le immunoglobuline e la prima dose di vaccino poi altre quattro dosi di vaccino nei giorni seguenti. La migliore prevenzione che si può adottare per quanto riguarda gli animali domestici è naturalmente la vaccinazione. Ricordiamo che essa è obbligatoria ( anche per i furetti ) in alcune regioni d'Italia ( Sicilia , Sardegna e isole minori ed alcune a ridosso dei confini di stato) o per gli animali domestici che debbano passare la frontiera per l'estero (almeno un mese prima della partenza). Gli effetti collaterali dei vaccini attualmente in commercio sono pressoché minimi per cui, fermo restando il discorso che in Toscana non è stato registrato alcun caso di rabbia in uomini o animali negli ultimi 50 - 60 anni, gli animali a rischio come per esempio i cani da caccia dovrebbero essere regolarmente vaccinati nei confronti di questa temibile malattia.
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NB
: Quanto contenuto in queste pagine ha il solo scopo di indurre il
lettore a documentarsi presso il proprio Veterinario di fiducia. In caso di problemi rivolgetevi sempre al vostro veterinario !!! no al fai da te , può essere pericoloso per l'animale ed anche per voi (alcune malattie sono contagiose anche per l'uomo!!!)
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